Le Origini del Jujutsu in Italia
I Primi Contatti (1908–1921)
Il Jujutsu fece la sua prima apparizione in Italia nel 1908, quando due sottufficiali della Regia Marina, Raffaele Piazzolla e Luigi Moscardelli, eseguirono una dimostrazione di "lotta giapponese" alla presenza di re Vittorio Emanuele III a Roma. Entrambi avevano appreso le tecniche durante il loro servizio in Estremo Oriente. Tuttavia, l'evento suscitò interesse solo a livello superficiale e non portò a una diffusione sistematica della disciplina nel paese.
Diffusione Organica (1921–1930)
Nel 1921, il sottufficiale Carlo Oletti, che aveva studiato Jujutsu in Giappone, fu incaricato di insegnare la disciplina alla Scuola Centrale di Educazione Fisica dell'Esercito a Roma. Durante il suo incarico, che durò fino al 1930, formò circa 150 ufficiali e 1500 sottufficiali come esperti e istruttori di Jujutsu.
Chiarimento storico
In Italia il termine “Old Jujutsu” viene talvolta associato al Metodo Bianchi, che ha avuto un ruolo importante nella diffusione del jujitsu nel nostro Paese. È però corretto distinguere tra un metodo italiano di insegnamento, nato come programma strutturato e adattato al contesto occidentale, e il Koryū Jūjutsu (Old Jujutsu giapponese), cioè le scuole classiche del Giappone trasmesse attraverso lineage e tradizioni specifiche.
Non si tratta di etichette, ma di chiarezza: metodo moderno e tradizione Koryū sono due realtà diverse, entrambe rispettabili, ma non sovrapponibili.
La Codifica Tecnica: Il Metodo Bianchi
L'Influenza del Maestro Gino Bianchi
Nel periodo post-bellico, il maestro Gino Bianchi, già esperto di Savate e durante la Seconda Guerra Mondiale in servizio in Cina, entrò in contatto con il Jujutsu. Tornato in Italia, iniziò a diffondere la disciplina a Genova, dove fondò la scuola "Metodo Bianchi". Questo approccio combinava tecniche di Jujutsu con elementi di Savate, adattandole al contesto italiano.
Domada ? chi furono i suoi insegnanti di Jujitsu?? ....
Riorganizzazione del Programma Tecnico
Nel 1972, il maestro Rinaldo Orlandi riorganizzò il programma tecnico del Jujutsu italiano, suddividendo le tecniche in cinque settori (A, B, C, D, E) per una formazione più strutturata. Questa riorganizzazione contribuì a una maggiore diffusione e comprensione della disciplina nel paese.
Riconoscimento e Internazionalizzazione
Inserimento nel CONI (1985)
Nel 1985, il Jujutsu fu nuovamente riconosciuto dal CONI, entrando a far parte della Federazione Italiana Lotta Judo Karate Arti Marziali (F.I.L.J.K.A.M.), attuale F.I.J.L.K.A.M.. Questo riconoscimento ufficiale favorì la crescita della disciplina in Italia, sia a livello pratico che competitivo.
Fondazione della JJIF e Ruolo dell'Italia
Nel 1987, fu fondata la Ju Jitsu International Federation (JJIF), con un significativo contributo italiano. L'Italia divenne membro attivo della federazione, partecipando a competizioni internazionali e contribuendo allo sviluppo delle normative e delle strutture organizzative della disciplina a livello globale.
Il Jujitsu in Italia Oggi
Organizzazioni e Competizioni
Oggi, il Jujutsu in Italia è praticato in diverse organizzazioni, tra cui la F.I.J.L.K.A.M., che gestisce le competizioni ufficiali e la formazione degli atleti. Inoltre, esistono altre associazioni riconosciute dal CONI, Enti di Promozione Sportiva, : (come CSEN , ASI, ENDAS, ecc.) offrono un riconoscimento ufficiale alle associazioni sportive e ai gradi degli atleti, che promuovono la disciplina del Jujitsu a livello nazionale.
Il Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN) è il principale ente di promozione sportiva in Italia, riconosciuto dal CONI e dal CIP. Fondato nel 1976 a Torino, CSEN si propone di diffondere la cultura sportiva e promuovere uno sport accessibile a tutti, con particolare attenzione all'inclusione sociale e alla formazione
All'interno di CSEN, il settore Jujitsu è particolarmente attivo e strutturato, abbracciando sia il Jujitsu antico/tradizionale che il Jujitsu sportivo. Questa duplice attenzione permette a praticanti con diverse aspirazioni e interessi di trovare la propria dimensione, garantendo la conservazione delle radici storiche dell'arte e allo stesso tempo promuovendo le sue evoluzioni più moderne e competitive. CSEN offre un importante supporto logistico e organizzativo per eventi, corsi di formazione per istruttori e competizioni, contribuendo significativamente alla crescita e alla diffusione del Jujutsu su tutto il territorio italiano.
È importante sottolineare che CSEN opera in sinergia e complementarietà con le Federazioni Sportive Nazionali, come la FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali). Sebbene la FIJLKAM sia la federazione ufficiale del CONI per il Ju Jitsu sportivo e le sue specialità competitive (come il fighting system, il duo system e il ne waza etcc ), gli Enti di Promozione Sportiva come CSEN svolgono un ruolo cruciale nella promozione dello sport di base, nell'avviamento alla pratica e nell'organizzazione di attività a livello amatoriale e per la formazione continua. Questa collaborazione assicura un sistema completo per lo sviluppo del Jujutsu in Italia, dal livello amatoriale fino all'alta competizione.
Successi Internazionali
Atleti italiani hanno ottenuto successi significativi nelle competizioni internazionali. Ad esempio, Michele Vallieri ha conquistato numerosi titoli europei e mondiali nel Duo System, diventando una figura di riferimento per il Jujutsu italiano.
Il Jujutsu in Italia ha attraversato diverse fasi, dalla sua introduzione iniziale alla strutturazione tecnica, fino al riconoscimento ufficiale e all'internazionalizzazione. Oggi, la disciplina continua a crescere, con una solida base di praticanti e una presenza significativa nelle competizioni internazionali. La storia del Jujutsu in Italia riflette l'adattamento e l'evoluzione di una tradizione marziale giapponese in un contesto culturale e sportivo europeo.
JUJUTSU - JUJITSU
Il Jujutsu (anche trascritto Jujitsu, Ju-Jitsu o Ju Jutsu) è un'antica arte marziale giapponese che affonda le sue radici nel periodo feudale del Giappone, sviluppata principalmente come metodo di difesa e combattimento non armato utilizzato dai samurai. Il termine può essere tradotto come “arte della cedevolezza” o “tecnica della flessibilità”, e si riferisce alla strategia di utilizzare la forza dell’avversario contro se stesso, piuttosto che contrastarla direttamente con la forza.
Originariamente, il Jujutsu comprendeva un insieme vasto di tecniche: proiezioni, leve articolari, strangolamenti, colpi (atemi), tecniche di controllo a terra e difesa contro armi. Diversamente dalle arti marziali più moderne nate in tempi di pace, il Jujutsu era pensato per la sopravvivenza reale sul campo di battaglia, in un contesto armato e imprevedibile.
Con la caduta del sistema feudale giapponese e la modernizzazione del paese, molte scuole tradizionali (Koryū) si estinsero o si trasformarono. Alcune discipline come il Judo, l’Aikido e il Karate derivano proprio da scuole di Jujutsu. Queste versioni moderne si sono diffuse in tutto il mondo, dando origine anche a numerosi stili di Ju-Jitsu contemporaneo, tra cui spiccano il Ju-Jitsu sportivo e il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ).
In Italia, il Jujutsu è oggi praticato in molteplici forme: alcune scuole si rifanno agli stili tradizionali giapponesi, altre si ispirano al modello sportivo codificato da federazioni nazionali, e altre ancora propongono un approccio sincretico che integra tecniche da varie arti marziali. Questo ha creato un panorama estremamente ricco ma anche frammentato, con differenze significative in termini di didattica, filosofia, regolamenti sportivi e riconoscimenti ufficiali.
Questa pagina si propone di analizzare i principali stili di Jujutsu praticati oggi in Italia, distinguendo tra le forme tradizionali, sportive e ibride, e di esaminare le principali federazioni che ne regolano la pratica. L’obiettivo è fornire un quadro chiaro della varietà presente sul territorio nazionale, mettendo in evidenza le caratteristiche peculiari di ciascun approccio e le prospettive future di sviluppo dell’arte.
Principali stili di Jujutsu presenti in Italia
1. Jujutsu Tradizionale (Koryū)
Il Jujutsu tradizionale, noto anche come Koryū Jujutsu, è l’approccio più antico a questa arte marziale. Originario del Giappone feudale, il Koryū si concentra principalmente sulle tecniche di autodifesa in un contesto di combattimento corpo a corpo. La sua filosofia si basa sulla capacità di reagire prontamente a un attacco, utilizzando la forza e l’energia dell’avversario contro di lui.
In Italia, il Jujutsu tradizionale giapponese è meno diffuso rispetto ad altri stili più sportivi, ma esistono comunque alcune scuole che praticano questa forma antica, specialmente nelle regioni con una tradizione marziale consolidata, come Lazio, Lombardia e Piemonte. Queste scuole si concentrano sulla trasmissione delle tecniche storiche e sulla preservazione delle forme tradizionali, come le proiezioni, le leve articolari, i colpi vitali (atemi), le immobilizzazioni e i metodi di difesa contro armi.
Le scuole di Koryū in Italia sono spesso legate a tradizioni molto specifiche, e l’insegnamento è solitamente diretto da maestri con una formazione diretta in Giappone. Sebbene non esista una vera e propria federazione unica che regolamenti questa disciplina nel nostro paese, i praticanti si trovano a confrontarsi in eventi e seminari di carattere internazionale.
In Italia, l'interesse per queste scuole è cresciuto notevolmente dagli anni '80, portando alla nascita di numerosi dojo affiliati direttamente con i sōke (capiscuola) giapponesi. Attraverso ricerche bibliografiche, interviste e l'analisi dei materiali ufficiali sul web la ricerca si concentra su alcune tra le principali scuole attive in Italia, suddivise per lignaggio:
Matsuda Den Daitō-Ryū Jujutsu Shobukai
Fondazione: Discendente diretta della scuola Daitō-ryū, fondata da Takeda Sokaku.
Fondata nel 1087 da Shinra Saburō Minamoto no Yoshimitsu (新羅 三郎 源 義光, 1045–1127), samurai del clan Minamoto, terzo figlio di Yoriyoshi Minamoto, discendente della quinta generazione dell'imperatore del Giappone .
Responsabile in Italia: M° Alfonso Torregrossa, 8° Dan, Soden Shihan Hanshi – Responsabile Nazionale.
Sede: Caltanissetta, Sicilia.
Hontai Yoshin-ryū Jūjutsu
Fondazione: 1660, fondata da Takagi Oriemon Shigetoshi.
Responsabile in Italia: M° Stelvio Sciutto, 8° Dan, Okuden – Responsabile Europeo.
Sede centrale: Sohonbu Dojo a Nishinomiya, Giappone.
Yamato Yoshin-ryū Jūjutsu
Responsabile in Italia: M° Maurizio Silvestri.
Stile: Jūjutsu tradizionale giapponese.
Moto-Ha Yoshin-ryū Jūjutsu
Responsabile in Italia: M° Mauro Toso.
Stile: Jūjutsu tradizionale giapponese.
Scuole di Daitō-ryū Aikijūjutsu in Italia
1. Roppokai Daitō-ryū Aikijūjutsu
- Fondazione: Scuola tradizionale di Daitō-ryū.
- Responsabile in Italia: M° Massimo Dellepiane.
3. Daitōkai Daitō-ryū Aikijūjutsu – Aikibudō
- Fondazione: Scuola tradizionale di Daitō-ryū.
- Responsabile in Italia: M° Antonino Certa.
4. Hakuho Kai Daitō-ryū Aikijūjutsu
- Fondazione: Scuola tradizionale di Daitō-ryū.
- Responsabile in Italia: M° C. Mattoni.
5. Seifukai Daitō-ryū Aikijūjutsu
- Fondazione: Scuola tradizionale di Daitō-ryū.
- Responsabile in Italia: M° Roberto Granati.
6. Shinbukan Daitō-ryū Aikibudō
- Fondazione: Scuola tradizionale di Daitō-ryū.
- Responsabile in Italia: M° Lisco.
7. Daitō-ryū Aikibudō Italia Shiseikan Kitami
- Fondazione: Scuola tradizionale di Daitō-ryū.
- Responsabili in Italia: M° Roberto Bucci e M° Mauro Fattore.
8. Matsuda Den Daitō-ryū Aikijūjutsu Renshinkan
- Fondazione: Discendente diretta della scuola Daitō-ryū, fondata da Takeda Sokaku.
- Responsabile in Italia: M° Alfonso Torregrossa, 8° Dan, Soden Shihan Hanshi – Responsabile Nazionale.
- Sede: Caltanissetta, Sicilia.
9. Daito Ryu AikiJuJutsu Kenjokai Shibu - Italia
Fondazione: Seigo Okamoto (allievo di Kodo Horikawa) e Hiroshi Mutoh (Allievo di Seigo Okamoto) e Massimo Dellepiane(Alievo di Seigo Okamoto).
- Responsabile in Italia: M° Massimo Ferreri 2°dan cintura nera pratica il Daito-Ryu dal 2008 ed e stato in Giappone per acquisire la raffinata tecnica dell’AIKI dal Maestro Seigo Okamoto, dal 2008 ad oggi ha partecipato consuetamente a seminari e stage in Italia e Slovenia, attraverso l’insegnamento del Maestro Massimo Dellepiane.
Per informazione : Gravellona Lomellina 333-5214125 e Milano 338-3204235
Ju-Jitsu Sportivo (Gendai Jujutsu)
2. Ju-Jitsu Sportivo (Gendai Jujutsu)
Il Ju-Jitsu sportivo, noto anche come Gendai Jujutsu, è un’evoluzione moderna del Jujutsu tradizionale che si è sviluppata durante il XX secolo, soprattutto in Giappone. Il Gendai Jujutsu si è distinto per l’adattamento delle tecniche tradizionali in un formato più adatto alla competizione sportiva.
In Italia, il Ju-Jitsu sportivo è molto diffuso, ed è regolamentato principalmente dalla FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali). Il Ju-Jitsu sportivo FIJLKAM ha guadagnato un ampio seguito grazie alla sua struttura di competizioni ufficiali e alla promozione di un percorso didattico ben definito, che include il miglioramento delle tecniche di lotta in piedi e a terra, delle leve articolari e delle immobilizzazioni.
Le competizioni sono divise in diverse categorie, tra cui il fighting system (combattimento), il ne-waza (lotta a terra) e il self-defense (autodifesa), ciascuna con regole specifiche che privilegiano l'efficacia delle tecniche in contesti realistici e sportivi. Inoltre, il Ju-Jitsu sportivo italiano si distingue per l'approccio più metodico e tecnico, con un sistema di cinture che permette ai praticanti di avanzare attraverso il miglioramento delle loro capacità.
Ju-Jitsu International Federation
L'Ju-Jitsu International Federation (JJIF) è la federazione sportiva internazionale, riconosciuta da SportAccord che a sua volta è un organismo del CIO che governa lo sport del ju-jitsu. La JJIF è anche membro della IWGA.
3. Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ)
Il Brazilian Jiu-Jitsu (BJJ) è una versione evoluta del Jujutsu giapponese, sviluppata in Brasile a partire dagli anni '20 dai fratelli Gracie. Sebbene il BJJ abbia le sue radici nel Jujutsu, è noto per concentrarsi maggiormente sulla lotta a terra, le sottomissioni e il controllo dell'avversario. Rispetto al Jujutsu giapponese tradizionale, il BJJ enfatizza la capacità di sottomettere l'avversario attraverso leve articolari e strangolamenti, rendendo il combattimento a terra una delle sue caratteristiche distintive.
In Italia, il BJJ è cresciuto enormemente negli ultimi decenni, specialmente dalla fine degli anni '90, grazie anche alla popolarità acquisita dalle competizioni internazionali come l'ADCC (Abu Dhabi Combat Club) e il Mundial di Jiu-Jitsu. Numerose accademie italiane si sono affiliate a scuole brasiliane, come Gracie Barra, Alliance, Checkmat e altre, e oggi il BJJ è una delle arti marziali più praticate, con molti atleti italiani che competono a livello internazionale.
Il BJJ in Italia è organizzato attraverso una rete di accademie indipendenti, con federazioni come la IBJJF (International Brazilian Jiu-Jitsu Federation) che gestisce eventi e regolamenti. L’enfasi sullo sparring, la preparazione fisica e il concetto di "roll" (allenamento libero) lo rende un'arte marziale altamente dinamica e apprezzata sia per la difesa personale che per la competizione sportiva.
4. Stili Misti o Sincretici
Negli ultimi decenni, molti praticanti italiani hanno integrato il Jujutsu con altre arti marziali per sviluppare stili misti o sincretici. Questi stili combinano tecniche di Jujutsu tradizionale, sportivo e BJJ con altre discipline, come il Karate, l’Aikido, e le MMA (Mixed Martial Arts). Gli stili misti sono una risposta alla crescente domanda di un sistema marziale completo che sia utile tanto nella competizione sportiva quanto nella difesa personale.
Uno degli esempi di successo in Italia è rappresentato dal Metodo Bianchi, sviluppato da esperti che hanno cercato di unire elementi del Jujutsu tradizionale giapponese con il combattimento moderno, con un occhio di riguardo alla difesa personale. Altri praticanti hanno integrato il Jujutsu con tecniche di Kickboxing e MMA, cercando di adattarlo alle esigenze delle competizioni di combattimento misto. Questi stili sincretici sono particolarmente apprezzati da chi cerca un’arte marziale versatile e adatta a un contesto di autodifesa o a un ambiente competitivo ibrido.
In Italia, la varietà di approcci al Jujutsu è ampiamente riflessa nella molteplicità degli stili praticati, che spaziano dal tradizionale Jujutsu giapponese al moderno Brazilian Jiu-Jitsu, fino alle fusioni con altre discipline marziali. La crescita del Jujutsu sportivo e del BJJ ha permesso alla disciplina di raggiungere una visibilità internazionale, ma le scuole tradizionali continuano a rappresentare una parte importante del panorama marziale italiano, con il loro focus sulle radici storiche e sulla formazione completa dei praticanti.
Le federazioni italiane
FIJLKAM (Federazione Italiana Judo, Lotta, Karate e Arti Marziali)
La FIJLKAM è la federazione più importante in Italia per quanto riguarda il Jujutsu sportivo e il Judo, nonché la principale autorità in ambito sportivo per le arti marziali tradizionali giapponesi. Fondata nel 1959, la FIJLKAM è riconosciuta dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e dalle principali organizzazioni internazionali, come la Federazione Internazionale di Judo (IJF) e la World Jujutsu Federation (WJJF).
La FIJLKAM ha svolto un ruolo fondamentale nella diffusione del Jujutsu sportivo in Italia, specialmente dopo gli anni '80, quando il Ju-Jitsu è stato ufficialmente separato dalle altre discipline e ha acquisito una propria identità all'interno della federazione. La struttura della federazione si basa su una serie di campionati nazionali, che comprendono diverse specialità:
- Fighting System: una competizione di combattimento libero, simile a quella che si trova in altri sport di contatto come il judo, ma con un maggiore focus sulle leve articolari e le proiezioni.
- Ne-Waza: una competizione di lotta a terra, che prende ispirazione dalle tecniche di Judo e Brazilian Jiu-Jitsu.
- Self-Defense: una competizione che simula situazioni di autodifesa, in cui il praticante deve difendersi da attacchi improvvisi.
Il sistema di cinture della FIJLKAM è articolato e segue una struttura classica, con i praticanti che avanzano da cintura bianca a cintura nera, in base alla loro abilità tecnica e alla partecipazione a competizioni ufficiali. La federazione organizza anche corsi di formazione per insegnanti e arbitri, al fine di garantire la qualità e la sicurezza nella pratica del Jujutsu a tutti i livelli.
Altre federazioni e organizzazioni
Oltre alla principale federazione descritta, esistono altre organizzazioni che contribuiscono alla diffusione del Jujutsu in Italia. Come gli Enti di promozione sportiva e altre sigle private .
Queste includono:
- WJJF (World Jujutsu Federation): un’organizzazione internazionale che promuove il Jujutsu tradizionale e che ha affiliato numerosi dojos in Italia. La WJJF si concentra principalmente sulla preservazione delle tecniche storiche del Jujutsu giapponese e sulla promozione di una filosofia marziale tradizionale.
- IBJJF (International Brazilian Jiu-Jitsu Federation): la federazione principale per il Brazilian Jiu-Jitsu a livello mondiale, con una crescente influenza in Italia, dove molte scuole di BJJ competono sotto la sua egida.
Il Jujutsu in Italia è una disciplina che ha vissuto un'evoluzione interessante, partendo dalle sue radici tradizionali giapponesi fino a diventare una pratica diffusa e strutturata in diverse forme. Durante il XX secolo, il Jujutsu si è adattato alle esigenze del contesto sociale e sportivo, dando vita a vari stili, che spaziano dal tradizionale Jujutsu giapponese al più moderno Brazilian Jiu-Jitsu, passando per il Jujutsu sportivo. La crescita della disciplina è stata favorita dalle numerose scuole e accademie che si sono diffuse sul territorio italiano, contribuendo a una continua innovazione e adattamento delle tecniche di lotta.
1. La diffusione e la diversificazione degli stili
L’Italia è oggi un paese caratterizzato da una grande varietà di approcci al Jujutsu. Se da un lato esistono ancora scuole che si dedicano alla preservazione delle tradizioni giapponesi, come il Koryū Jujutsu, dall’altro si è affermata una forte corrente sportiva che abbraccia il Jujutsu sportivo regolamentato dalla FIJLKAM, ma anche il Brazilian Jiu-Jitsu, che negli ultimi anni ha acquisito una notevole popolarità. La crescente affermazione del BJJ, in particolare, ha portato alla nascita di numerose accademie specializzate, che spesso integrano il Jujutsu con altre pratiche come il Karate, l’Aikido e le MMA.
La pluralità di approcci, se da un lato ha contribuito ad arricchire il panorama italiano, dall’altro ha creato delle sfide per la coesione della disciplina. Le differenze tra le scuole, le filosofie di insegnamento e i regolamenti delle competizioni sono elementi che necessitano di un continuo confronto e dialogo per evitare frammentazioni che possano compromettere l'unità del movimento.
2. Le sfide del futuro: centralizzazione e innovazione
Una delle principali sfide per il futuro del Jujutsu in Italia è rappresentata dalla necessità di una maggiore centralizzazione e di un sistema regolamentare più omogeneo, che possa garantire una didattica coerente a livello nazionale. Sebbene la FIJLKAM e altre federazioni svolgano un lavoro importante, esistono ancora delle differenze nelle modalità di allenamento, competizione e avanzamento nelle cinture. In questo contesto, una maggiore sinergia tra le varie organizzazioni potrebbe contribuire a una crescita armoniosa della disciplina, migliorando la visibilità e la partecipazione di atleti e praticanti a tutti i livelli.
Inoltre, l’innovazione gioca un ruolo cruciale. La continua evoluzione delle tecniche di combattimento e l'integrazione con altre arti marziali, come il BJJ e le MMA, spingono il Jujutsu a rinnovarsi costantemente per rispondere alle esigenze di chi lo pratica sia come sportivo che come metodo di difesa personale. Le federazioni dovranno trovare il giusto equilibrio tra la preservazione delle tradizioni storiche e l’apertura verso nuovi sviluppi tecnici e filosofici.
3. Il ruolo della formazione e della crescita personale
Oltre agli aspetti sportivi e competitivi, il Jujutsu continua a essere un’importante pratica di crescita personale. Le tecniche di autodifesa, l’accento sulla disciplina mentale, il rispetto per l’avversario e il lavoro di squadra sono elementi che continuano ad attrarre un numero crescente di praticanti, non solo a livello agonistico, ma anche come percorso di miglioramento fisico e psicologico. Le scuole e le federazioni italiane dovranno quindi continuare a promuovere questi valori, favorendo un approccio inclusivo che permetta a chiunque di avvicinarsi a quest’arte marziale, senza necessariamente ambire a diventare campioni.
4. La visibilità internazionale e il confronto globale
L’Italia, pur avendo una tradizione consolidata nel campo del Judo e del Karate, è ancora relativamente giovane per quanto riguarda il Jujutsu e il Brazilian Jiu-Jitsu. Nonostante ciò, l’interesse crescente per il Jujutsu sportivo e il BJJ ha permesso a molti atleti italiani di competere a livello internazionale, portando maggiore visibilità al movimento marziale nel paese. Gli atleti italiani hanno cominciato a farsi notare nelle competizioni mondiali, contribuendo a rafforzare il prestigio della disciplina.
Il futuro del Jujutsu italiano potrebbe essere ulteriormente arricchito dalla partecipazione a competizioni internazionali e dalla creazione di collaborazioni con altre nazioni, in modo da favorire uno scambio di esperienze tecniche e culturali. La promozione di eventi internazionali, l’ospitalità di seminari e la partecipazione a tornei globali contribuiranno a consolidare la posizione dell’Italia nel panorama mondiale delle arti marziali.
In conclusione, il Jujutsu in Italia ha un grande potenziale di crescita, ma necessita di un continuo lavoro di integrazione tra le diverse scuole, federazioni e praticanti. Il futuro della disciplina dipenderà dalla capacità di bilanciare la tradizione con l'innovazione, promuovendo una pratica inclusiva, rispettosa e accessibile a tutti. Solo con una maggiore centralizzazione e una continua innovazione tecnica sarà possibile garantire una crescita equilibrata, che possa fare del Jujutsu una delle principali arti marziali del panorama sportivo e culturale italiano.
Il Jujutsu continuerà a evolversi come una disciplina che non solo forma atleti, ma anche persone in grado di affrontare le sfide della vita con equilibrio, disciplina e rispetto per gli altri.
Le Arti Marziali: Molto più di un semplice sport
In italia bisogna cambiare la visione sullo sport : non esiete solo e sempre calcio
In Italia, il mondo delle Arti Marziali rappresenta una realtà tecnica e sociale di enorme valore. Spesso oscurate dai grandi sport commerciali, queste discipline sono praticate da migliaia di persone che cercano rigore, educazione e preparazione fisica.
Il Jujitsu italiano, in particolare, vive oggi una fase di grande evoluzione. Al di là delle singole sigle e delle differenze di stile, esiste un movimento solido, fatto di tecnici competenti e praticanti appassionati che tengono alto il livello della disciplina nel nostro Paese.
In qualità di rappresentanti del Settore Jujitsu Antico all'interno del CSEN, portiamo avanti con orgoglio il mandato del primo Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI. Il nostro compito non è solo promuovere una disciplina, ma garantire:
- Una didattica seria e strutturata, che rispetta l'efficacia del Jujitsu antico.
- Offrire ai tesserati la sicurezza di appartenere all'ente numero uno in Italia.
- Siamo una delle poche realtà che, pur essendo profondamente radicata nel territorio italiano, mantiene un riconoscimento ufficiale e costante ogni anno in Giappone, la patria del Jujitsu.
Portare avanti il Settore Jujitsu Antico CSEN significa credere che lo sport sia, prima di tutto, uno strumento per formare l'uomo. Noi non vendiamo spettacolo, noi trasmettiamo la Via (Dō).
Il Jujitsu non si spiega, si vive. Se cerchi una disciplina che unisca l'efficacia dell'antico Giappone alla garanzia del primo ente sportivo in Italia, vieni a scoprire il nostro settore
Prof. Alfonso Torregrossa
Responsabile Tecnico Nazionale Jujitsu Antico CSEN
www.jujitsucsen.it
[email protected]
www.alfonsotorregrossa.it